| Whole-Self Psychology, Philosophy and Education
Questa ricerca è basata
sull'innovativo modello del Sé-Intero di Jon R.G. Turner.
Si tratta di un sistema psicologico, filosofico educativo transpersonale
dedicato all'empowerment personale.
Il Sé-Intero è la totalità di ognuno di noi
- tutte le 4 dimensioni del Sé:
corporeo, mentale, emotivo, spiritual
che conosce tutto ciò che ci sia mai capitato di vivere
e da cui è, perciò, possibile ottenere qualsiasi
informazione che ci riguarda, semplicemente chiedendola.
Eventi dolorosi o traumatici ci possono intrappolare in convinzioni
e modelli emotivi, cognitivi e comportamentali inconsci che ci
portano a vivere come in uno stato di trance, in cui la realtà
oggettiva è sostituita da una nostra verità soggettiva.
Dobbiamo guardare oltre i sintomi-avvertimenti:
dolore, malattia, depressione, inabilità, disfunzione,
frustrazione, dispiacere, delusione, rabbia, abuso, disastro e,
perfino, morte.
Terapie analitiche ed emotive, focalizzandosi sui nostri sintomi,
spesso mascherano i nostri veri problemi e ci impediscono di risolverli.
Attraverso questa tecnica di ricerca e di scoperta degli eventi
l'empowerment, o potenziamento, ci permette di liberarci dagli
stati di "trance" creati da eventi dolorosi o traumatici.
Il modello del Sé-Intero è in grado di farci conoscere
velocemente, delicatamente e con grande precisione le origini
delle nostre paure e dei nostri modelli inibitori:
affrontando quelle emozioni e quegli atteggiamenti che producono
le nostre reazioni, i nostri auto-giudizi, le nostre decisioni
e i nostri comportamenti sminuenti, inibenti e inabilitanti scopriamo
perché proviamo difficoltà e dolore e come liberarcene.
Partendo dalla considerazione che
per cambiare qualche cosa prima devo conoscere ciò che
devo cambiare, questo modello si basa su quattro leggi fondamentali:
a. Legge dell’opposizione:
"A qualunque cosa mi oppongo, la dovrò sperimentare"
b. Legge della conferma: "Qualunque cosa crediamo veramente
di noi stessi la confermeremo continuamente"
c. Legge delle decisioni o Legge della creazione: "Auto-giudizi
sminuenti, conclusioni sminuenti e decisioni sminuenti creano
comportamenti auto-lesivi"
d. Legge della ripetizione: dice semplicemente che posso continuare
a provare e riprovare a trovare una soluzione finché non
troverò un modo per uscire dai miei stati di "trance"
della realtà
Attraverso l'uso della regressione
vigile e non ipnotica, della immaginazione creativa e di domande
specifiche, comunichiamo, usando un linguaggio comprensibile sia
al nostro inconscio che alla nostra coscienza, direttamente con
il nostro Sé-Intero e con le stanze remote della nostra
memoria.
L'aspetto innovativo di questo approccio trasformativo consiste
nella sua capacità di scoprire, elaborare e risolvere problematiche
lungamente sepolte in tempi brevissimi, pur indagando nel profondo.
Ogni ricerca si conclude in un'unica seduta.
- Esercizio di rilassamento (ER)
- Analisi della matrice prenatale (AMP)
- Riequilibrio quadridimensionale (RQ)
- Rilascio delle energie negative (REN)
- Echi multidimensionali della memoria (EMDM)
- Proiezioni multidimensionali della memoria (PMDM)
- Elaborazione del lutto e della perdita (ELP)
- Punti di forza e capacità di resilienza (PFCR)
- Anamnesi, Elaborazione e Risoluzione (AER)
......................................
Un concetto base di questa scuola di pensiero è il Sé-Intero.
Si tratta di un termine che rappresenta e racchiude in se le quattro
dimensioni del Sé e, quindi, l’interezza della persona,
o, meglio, dell’essere:
La dimensione fisica – somatica
La dimensione mentale - cognitiva
La dimensione emotiva – affettiva
La dimensione spirituale – intuitiva
Ne consegue, che, il collegarsi
con il Sé-Intero da accesso a tutto ciò che abbiamo
mai esperito, in qualsiasi tempo, modo o dimensione.
Il primo punto importante è
distinguere le differenze tra la psicologia, la filosofia e l’educazione
dell’approccio Sé-Intero e la maggior parte dei sistemi
terapeutici.
La maggior parte dei sistemi terapeutici
lavora con la personalità del paziente, assumendo che la
patologia del paziente faccia parte della sua personalità
e che sia stata generata da esperienze vissute in qualche periodo
dopo la sua nascita.
Questo approccio ritiene tali presupposti
errati. Prima di tutto, la patologia non è nella personalità,
ma è attraverso la nostra personalità che la patologia
esprime il suo potere, o, meglio, più significativamente,
attraverso l’inconscia percezione della mancanza di potere.
Una delle funzioni principali della
personalità è quella di evitarci di provare dolore;
si ritiene che nel ricordare l’evento un tempo vissuto come
doloroso, proveremmo ancora più dolore. Più forte
è la personalità, più capace è di
tenere nascoste e incomprese le origini della patologia. E’
questo il motivo per cui la maggior parte delle terapie fallisce.
Quando accade un evento che genera una patologia, la nostra personalità
entra in una trance ipnotica e, da quel momento, quell’evento
continua ad esistere come se stesse ancora accadendo, anche se
al livello cosciente non ricordiamo più. La nostra personalità
continua ad agire come se l’evento fosse attuale.
Ritroviamo queste informazioni
in tutti i nostri aspetti o dimensioni:
-nella dimensione fisica o somatica,
attraverso la memoria cellulare
-nella dimensione mentale o cognitiva, attraverso le nostre convinzioni
-nella dimensione emotive o affettiva, attraverso I nostri trance
traumatici reattivi
-nella dimensione spirituale o intuitive, attraverso il nostro
Sé-Intero.
Quando ci opponiamo a qualcosa,
ci ritroveremo sempre, prima o poi, a doverci confrontare proprio
con quella cosa li. Quando ci opponiamo a sentire sentimenti dolorosi,
sia a livello conscio che inconscio, formuliamo giudizi contro
noi stessi, non contro gli altri.
Potremmo giudicarci, per esempio, come:
non amabili, non importanti, senza
valore, non appagati, inaccettabili, insopportabili, non abbastanza
buoni, inferiori, inappropriate, irresponsabili, colpevoli, cattivi,
malvagi, orribili, sporchi, disgustosi, indicibili, tonti, stupidi,
inetti, incapaci, incompetenti, inadeguati, incompleti, non riconosciuti,
insicuri, disperati, senza speranza, impotenti o altro.
Questi auto-giudizi hanno come
conseguenza il fatto che qualsiasi cosa che crediamo veramente
riguardo a noi stessi, lo continueremo a provare a noi stessi
attraverso le nostre esperienze di vita . Questa è la nota
“coazione a ripetere” della psicanalisi.
Quando, consciamente o inconsciamente,
resistiamo ai nostri sentimenti e, consciamente o inconsciamente,
esprimiamo degli auto-giudizi contro noi stessi, inconsciamente
creiamo le condizioni per cui le nostre decisioni consce o inconsce
sminuenti determinano o creano il nostro futuro.
Quando inconsciamente continuiamo
ad opporci ai nostri sentimenti, esprimendo giudizi sminuenti
su noi stessi, sulla nostra vita, inneschiamo un processo che
ci porta a continuare a riprovarci e riprovarci, fino a che non
troveremo la via d’uscita.
Nelle filosofie orientali questo è conosciuto come il Karma.
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